Venti ragazzi sono seduti intorno ad un tavolo, discutendo delle tematiche più importanti del momento, in particolar modo parità di genere e la giustizia climatica; inizialmente potrebbe sembrare una vista alquanto inusuale, ma per chi ha già vissuto quest’esperienza , Samuele Pallotta, head di quest’anno, o per Irene Vanni che ha portato il progetto "Young G7" nelle Marche, sembra quasi la normalità.
La storia inizia quasi due anni fa quando la sopra citata Irene prende parte per la prima volta a questo tipo di simulazione, e con sua grande meraviglia ne esce vincitrice. Il passo seguente è la trasmissione del progetto oltre oceano, in Canada. Lei avrebbe talmente tanti aneddoti da raccontare che potrebbe tenere impegnate sessanta persone per ore intere. Così è approdato a Tolentino, unica città della regione a promuoverlo, lo scorso anno. L’edizione passata ha visto come best delegate Samuele Pallotta che con caparbietà e spirito d’iniziativa è riuscito ad emergere nella sua commissione.
L’anno successivo, il 2019, è arrivata una proposta inaspettata ma gradita, il Liceo Fanti di Carpi, ha voluto iniziare un gemellaggio con il nostro istituto, così un drappello di ragazzi è partito alla volta della città emiliana e lì non solo ha partecipato ad una simulazione ma ha anche dato inizio ad una profonda unione tra le due scuole.
Arriviamo dunque a quest’anno, come nell’edizione precedente Irene e Samuele cominciano a girare nei nostri corridoi cercando adesioni da parte delle classi terze e quarti, si viene così a formare una parte del gruppo dello Young G7 2020, la restante è il frutto del gemellaggio con Carpi che dopo un lungo viaggio in treno giunge nella nostra cittadina con più dubbi sul da farsi che conoscenza di ciò che stava per succedere. La sera di martedì 21 inizia il tour guidato dal professore Paolo Paoloni che racconta agli studenti molte pillole di cultura di Tolentino, la simulazione sarebbe cominciata il giorno seguente, i “topics” sarebbrero stati come già detto l’uguaglianza di genere e la giustizia climatica. Quella stessa sera inizia il primo vero e proprio contatto tra i ragazzi che nei giorni successivi daranno luogo a dibattiti infuriati. La mattina di mercoledì comincia in maniera molto lenta, molti ancora non avevano bene in chiaro cosa si facesse in un G7, la stanchezza era evidente, ma con lo sprono dei “veterani” hanno avuto inizio i dibattiti. Si sono trattati molti aspetti, alcuni sono stati accettati da quasi tutti, altre hanno datovita a discussioni molto complesse. Giovedì è stata l’ultima giornata, si erano già evidenziate le figure più prorompenti anche se più difficoltà rispetto al passato, ciòha portato i “chair” e l’ head a prendere decisioni quasi drastiche, ma anche questa giornata è giunta al termine, le resolutions delle due commissioni erano ormai pronte, il lavoro dei ragazzi si poteva dire concluso, si sono strette nuove amicizie ed ognuno ha, a modo suo, lasciato il segno.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza Irene e Samuele che pur non avendo niente se non “lacrime, sudore e sangue” hanno impiegato tutte le loro energie ricevendo tuttavia una grandissima soddisfazione
